Bonus Giovani 2026: esonero contributivo totale per chi assume under 35, ma c’è una cosa da sapere subito
Una settimana fa uno dei miei clienti mi ha scritto su WhatsApp con un messaggio secco: “Ho sentito che se assumo un giovane non pago contributi. È vero?” La risposta è: sì, ma non per tutti i giovani e non ancora del tutto, perché manca ancora un pezzo.
Il Bonus Giovani 2026 esiste, è stato introdotto dall’articolo 2 del Decreto Lavoro del 30 aprile scorso, e il 14 maggio l’INPS ha pubblicato la circolare n. 55 con le prime istruzioni operative. Il problema è che la piattaforma telematica per presentare le domande non è ancora attiva. L’INPS ha detto che comunicherà la data di apertura con un messaggio successivo. Nel frattempo, vale la pena capire bene come funziona, per farsi trovare pronti.
Chi può accedere e per quali assunzioni
L’esonero è riservato ai datori di lavoro privati, di qualsiasi settore, che assumono a tempo indeterminato nel corso del 2026, dalla data del primo gennaio al 31 dicembre. Non vale per i contratti a termine, le trasformazioni da tempo determinato, il lavoro domestico, l’apprendistato o le prestazioni occasionali. Funziona invece per il part-time e per la somministrazione a tempo indeterminato.
Il lavoratore deve avere meno di 35 anni al momento dell’assunzione e rientrare nella definizione europea di lavoratore “svantaggiato” o “molto svantaggiato”. In concreto: deve essere privo di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi per i molto svantaggiati, oppure da almeno 12 mesi e con ulteriori condizioni di svantaggio per i svantaggiati. Non basta che sia giovane e disoccupato: serve che ricadano nelle categorie definite dal Regolamento UE n. 651/2014.
Quanto vale e per quanto tempo
L’esonero è totale: azzera il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi INAIL. Il limite mensile è di 500 euro per lavoratore, che sale a 650 euro per le assunzioni nelle sedi produttive situate nella ZES unica, cioè nelle regioni del Mezzogiorno e in alcune aree del Centro Italia in crisi industriale.
La durata varia a seconda della categoria: 24 mesi per i lavoratori molto svantaggiati, 12 mesi per i svantaggiati. L’agevolazione non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni contributive sulla stessa contribuzione datoriale, inclusa la Decontribuzione Sud. Lo è invece con le riduzioni che spettano direttamente ai lavoratori, come l’esonero IVS per le lavoratrici madri.
Cosa fare adesso, concretamente
La domanda si presenta all’INPS esclusivamente in modalità telematica attraverso il servizio “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus Giovani 2026”. Il portale però non è ancora aperto. L’INPS comunicherà con un messaggio separato la data di attivazione.
Questo non significa che si possa stare fermi. Se hai assunzioni pianificate per i prossimi mesi e stai valutando profili under 35, il momento giusto per verificare se i candidati hanno i requisiti è adesso, non quando il portale aprirà. I requisiti di svantaggio vanno verificati con attenzione, perché l’esonero decade se risultano insussistenti al momento della domanda.
Vale anche la pena ricordare che il bonus non nasce con la retroattività automatica: le assunzioni fatte dall’1 gennaio 2026 sono ammesse, ma bisognerà presentare domanda nel momento in cui il portale sarà disponibile per recuperare i periodi precedenti.
Se hai assunto o stai per assumere un under 35 e vuoi capire se il profilo rientra tra gli aventi diritto, il consiglio è di non aspettare l’apertura della piattaforma per fare i controlli. Lascia un commento qui sotto se hai domande specifiche, o contattaci direttamente per una valutazione del caso concreto.


