Decreto Lavoro 2026: cosa cambia per chi assume e come funziona il salario giusto
Qualche settimana fa un imprenditore mi ha chiamato preoccupato: aveva sentito parlare di un nuovo decreto sul lavoro e voleva capire se le assunzioni che stava pianificando per l’estate erano ancora convenienti. La risposta breve è sì, ma con qualche condizione in più da tenere presente.
Il Decreto Legge n. 62 del 30 aprile 2026, entrato in Gazzetta Ufficiale proprio il giorno della Festa dei Lavoratori, introduce novità che riguardano da vicino chiunque abbia dipendenti o stia pensando di assumere. Tre sono i temi principali: il salario giusto come condizione per gli incentivi, le nuove regole sul lavoro tramite piattaforma e alcune modifiche al fondo di tesoreria per il TFR.
Il salario giusto: cosa significa in concreto
Il nome può suonare un po’ generico, ma il contenuto è preciso. Il decreto introduce una definizione normativa di salario giusto e la lega direttamente all’accesso agli incentivi all’occupazione. In pratica, per ottenere i bonus assunzioni e gli sgravi contributivi, l’azienda dovrà garantire ai propri lavoratori una retribuzione non inferiore a quella prevista dai contratti collettivi nazionali comparativamente più rappresentativi del settore.
L’obiettivo dichiarato è contrastare il cosiddetto dumping contrattuale, quella pratica per cui alcune aziende applicano contratti collettivi “minori” con retribuzioni più basse, guadagnando un vantaggio competitivo sleale. Con questa norma, chi vuole accedere agli incentivi deve applicare i CCNL di riferimento del settore, senza scorciatoie.
Per molte aziende che già applicano correttamente i contratti non cambia nulla. Per chi invece ha adottato contratti periferici o poco rappresentativi, vale la pena fare una verifica prima di pianificare nuove assunzioni con incentivi.
Caporalato digitale: le nuove norme sui rider
Il decreto contiene anche norme sul lavoro tramite piattaforma digitale, pensate principalmente per contrastare il caporalato digitale nel settore delle consegne. Si tratta di una questione che va avanti da anni, con una serie di pronunce della magistratura e tentativi normativi rimasti a metà. Questo decreto prova a mettere ordine, definendo meglio le condizioni di lavoro e i diritti dei lavoratori che operano tramite app.
Per le aziende che utilizzano questi lavoratori, o che gestiscono piattaforme di questo tipo, le nuove disposizioni portano obblighi aggiuntivi in termini di trasparenza e protezione. Non è un tema che riguarda solo le grandi multinazionali delle consegne: anche le piccole realtà locali che organizzano servizi simili devono fare attenzione.
TFR e fondo di tesoreria: le modifiche operative
La terza area di intervento riguarda il fondo di tesoreria INPS per il TFR, quello che gestisce le quote di trattamento di fine rapporto dei dipendenti delle aziende con più di 49 addetti. Il decreto introduce alcune modifiche operative sui versamenti e sulle modalità di gestione, che richiedono di aggiornare le procedure amministrative interne.
Il decreto è ora in conversione parlamentare, il che significa che nei prossimi 60 giorni potrebbero arrivare modifiche o correttivi. Vale la pena restare aggiornati, soprattutto sulla parte degli incentivi all’occupazione e sul tema del salario giusto, che sono già operativi.
Se stai valutando nuove assunzioni o vuoi capire se i tuoi contratti sono allineati con i requisiti per accedere agli incentivi, è il momento giusto per fare un controllo. Aspetti domande o situazioni particolari che vorresti chiarire? Scrivimi nei commenti, oppure contatta direttamente lo studio per un’analisi della tua situazione.


