Fringe Benefit: come funzionano e perché convengono
Introduzione
I fringe benefit sono compensi erogati in forma non monetaria attraverso beni e servizi messi a disposizione dei lavoratori. Questa modalità di retribuzione marginale aiuta le aziende a ottimizzare il carico fiscale e contributivo, offrendo al contempo strumenti di fidelizzazione e motivazione del personale.
Cosa sono i fringe benefit?
I fringe benefit consistono nella messa a disposizione di beni e/o servizi a favore dei lavoratori, senza obbligo di legge. Nascono come “retribuzione in natura” con valore incentivante, differenziandosi dai compensi monetari e appoggiandosi a normative specifiche per l’esenzione fiscale e contributiva.
Per chi e con quali obiettivi
- Possono essere riconosciuti a singoli dipendenti o a categorie di lavoratori, a discrezione del datore di lavoro.
- Mirano a diminuire il peso fiscale e contributivo rispetto a una retribuzione in denaro.
- Rappresentano leve di retention e gratificazione, con impatto positivo sul clima aziendale.
Principali tipologie di fringe benefit
- Auto aziendale ad uso promiscuo
- Alloggio concesso in locazione o in proprietà
- Prestiti agevolati
- Buoni pasto, abbonamenti trasporti, servizi wellness
Ognuno di questi benefit si quantifica secondo criteri stabiliti dal TUIR e dalla giurisprudenza, per determinare il valore normale da esporre in busta paga.
Esenzione e limiti di valore
- Soglia generale di esenzione annua: € 258,23.
- Per il triennio 2025-2027, innalzata a € 1.000 per tutti i dipendenti e a € 2.000 per chi ha figli a carico.
- Se il valore complessivo eccede la soglia, l’intero importo diventa imponibile.
Come si calcolano i fringe benefit più comuni
Auto aziendale
Per uso promiscuo si assume il 50% del costo chilometrico risultante da 15.000 km annui, con percentuali ridotte (10-20%) per veicoli elettrici.
Alloggio
Si prende la differenza tra rendita catastale maggiorata delle spese e quanto pagato dal lavoratore; per obbligo di dimora si assume il 30% di tale differenza.
Prestito
Si assume il 50% della differenza tra interessi calcolati al tasso ufficiale di riferimento e quelli riconosciuti al dipendente.
Cosa succede in caso di superamento delle soglie
Se il valore totale dei fringe benefit supera i limiti di esenzione, l’intero ammontare viene incluso nel reddito imponibile del lavoratore. La soglia non agisce da franchigia, ma da limite assoluto oltre il quale scatta la tassazione completa.
Conclusioni
I fringe benefit rappresentano uno strumento strategico per le aziende che vogliono ottimizzare costi fiscali e contributivi, offrendo al contempo vantaggi tangibili ai dipendenti. Comprendere regole e limiti di quantificazione è essenziale per sfruttarne appieno il potenziale, garantendo trasparenza e conformità normativa.


